Impresa sociale

Possono aumentare l’integrazione e l’inclusione sociale, supportare le politiche governative sull’educazione, possono addirittura modificare il clima. Il ruolo sociale delle imprese è in forte espansione, caratterizzato da un’attenzione non solo ai profili di scelta dei consumatori ma alle loro richieste in termini di impegno e responsabilità. Ma l’impresa ha un ruolo sociale anche se fa solo il suo mestiere. La novità della social innovation.

La Corporate social responsability (Csr), cioè l’ambito riguardante le implicazioni di natura etica e sociale delle attività delle imprese, è da tempo ampiamente acquisita dal mondo imprenditoriale, seppure nei suoi limiti e nelle sue contraddizioni. Secondo Anna Grandori, la Csr è una conseguenza del presupposto secondo il quale le corporation hanno la finalità del profitto: “Se le finalità del profitto sono date per scontate, allora ha senso controbilanciarle con altri fini, che ne limitino gli effetti negativi su terzi” (Anna Grandori, 10 tesi sull’impresa, 2015). Ma l’impostazione della Csr andrebbe rovesciata: per Grandori “Una funzione fondamentale dell’impresa, di tutte le imprese, è la responsabilità (…), più precisamente , è la responsabilità non solo verso terzi contraenti ma anche verso terzi ignoti, verso tutti i componenti della società (Galgano, 1971)”. D’altra parte, affrontando il tema da un’angolazione completamente diversa, Parag Khanna, nel suo fortunato Come si governa il mondo (2011), scrive che il vero potere d’impatto sociale risiede nelle multinazionali: “Se la Wal -Mart vuole sostenere i diritti delle donne in Africa, l’unica cosa che deve fare è aprire un supermercato lì e assumerle”. Infine, da qualche anno si presenta la novità della social innovation.  Secondo Geoff Mulgan, massimo evangelizzatore del tema: “Definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano dei bisogni sociali (in modo più efficace delle alternative esistenti) e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono buone per la società e che accrescono le possibilità di azione per la società stessa”. Per quanto sembri una definizione  astratta e generica, nel suo perimetro ricadono iniziative di diversa natura, dal microcredito al crowfunding, comprendendo la  sharing economy, e i riferimenti sono testi come La Guida all’Innovazione Sociale dell’Unione Europea, enti come l’Office of Social Innovation and Civi Participation negli Stati Uniti, mentre in Italia, nel 2013, è stata presentata al Miur la prima Social Innovation Agenda italiana, intitolata La via italiana alla social innovation (vedi Geoff Mulgam, Social Innovation, 2014 a cura di Maria Grazia Mattei).

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