Lo scorso 8 novembre è morto Luciano Gallino, il più importante e autorevole sociologo italiano degli ultimi anni. Tra i suoi campi di studio si possono ricordare la sociologia dei processi economici e del lavoro, la democrazia economica, il capitalismo finanziario, l’aumento della flessibilità lavorativa e l’erosione del welfare. Su questi temi aveva dedicato gli ultimi libri, scientifici e divulgativi nello stesso tempo: Il colpo di stato di banche e capitalismo, Finanzcapitalismo,  La lotta di classe dopo la lotte di classe, Il lavoro non è una merce. Ma qui vogliamo ricordare la sua attenzione verso il ruolo dell’ideologia, in particolare quella neoliberista, e della sua capacità di plasmare i contenuti culturali sociali, orientandoli verso il recepimento di pratiche economiche a scapito di altre. Read MoreLa vista lunga di Luciano Gallino

“La privatizzazione degli spazi pubblici e la riduzione dei servizi a cui i comuni sono costretti da anni tendono a deteriorare il tessuto urbano, a innescare una dinamica di segregazione spaziale, con i centri cittadini trasformati in zone di shopping e le periferie, tranne in rari casi, abbandonate a se stesse. Per ridurre la sofferenza sociale occorre agire, coinvolgere la gente, dare prova di fantasia e di volontà politica. Le biblioteche sono parte di questo progetto”. Read MoreBiblioteche

gennaio 5 / / Keynes again

In un articolo su Repubblica dello scorso 2 gennaio (“Pubblico e privato uniti nella lotta”) l’economista Mariana Mazzucato, autrice de Lo Stato innovatore, descrive le aree di confronto tra intervento pubblico e iniziativa privata in una economia avanzata. Se proviamo a enucleare i punti salienti della sua tesi, troviamo riprodotti efficacemente alcuni esempi e presupposti moderni, non massimalisti, e alla fine dei conti innovativi, delle policy interventiste. In particolare:

1) per tutta la storia del capitalismo moderno lo Stato ha fatto quello che i mercati semplicemente non fanno. E senza questo ruolo la crescita rimane al palo.

Read MoreMariana e il capitalismo

C’è ancora spazio per quella che una volta si chiamava la “politica dal basso”? E si può parlare di autogestione senza essere teletrasportati indietro nel tempo, fino all’autoafflizione dei comitati degli anni ’70? E non sarebbe più fruttuoso dedicarsi ad aggiornare la forma dei partiti politici, organizzazioni già strutturate per pensare e fare politica?

Read MoreAutogestione e democrazia partecipativa

Il tema della governance d’impresa e quello del controllo democratico dei mercati finanziari emerge più evidente dopo la crisi, cosi come quello dell’aumento della disuguaglianza e alla concentrazione del capitale. Esistono nel mondo esempi di corporation avanzate controllate e gestite dai lavoratori, anche fuori dalla logica cooperativa. Il caso della Mitbestimmung in Germania. Read MoreDemocrazia economica

dicembre 7 / / Capability Approach

Nato dalla necessità di misurare il tenore di vita nei Paesi sottosviluppati, è rigenerato dal neoumanesimo di Martha Nussbaum e dalle teorie sulla povertà di Amartya Sen. Negli ultimi tempi è emersa la necessità di utilizzarlo trasversalmente su Paesi avanzati.

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dicembre 6 / / Impresa sociale

Possono aumentare l’integrazione e l’inclusione sociale, supportare le politiche governative sull’educazione, possono addirittura modificare il clima. Il ruolo sociale delle imprese è in forte espansione, caratterizzato da un’attenzione non solo ai profili di scelta dei consumatori ma alle loro richieste in termini di impegno e responsabilità. Ma l’impresa ha un ruolo sociale anche se fa solo il suo mestiere. La novità della social innovation.

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dicembre 4 / / Keynes again

La narrazione ideologica degli ultimi decenni ha imposto una contrapposizione stato/mercato fondata su presupposti novecenteschi. Le teorie neokeynesiane sembravano rafforzarsi in seguito alla crisi finanziaria ma sono in realtà ricodificate e aggiornate. La teoria dello stato innovatore e della “spinta gentile” novità (forse) destinate a durare. Read MoreKeynes again

Lo storytelling – idea antica e parola usurata –  è diventato il paradigma fondante della comunicazione politica moderna. La twitterizzazione della realtà di Obama e Renzi come punto di svolta, mentre prima vinceva la narrazione semplificante berlusconiana. Ma tutto ha origine dalla retorica classica, come è certificato dalle moderne discipline cognitive. Read MoreComunicazione Politica